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2. Il Tempo della Libertà
Un’interessante riflessione che ha abitato le mie profondità nelle ultime settimane riguarda la progressiva perdita dello Spazio e del Tempo che esistono tra uno stimolo e la sua comunicazione all’esterno.
Ho iniziato a pensarci osservando l’enorme differenza relazionale tra le coppie di 50 anni fa e quelle di oggi.
Parlo della corsa alla scoperta, dell’assenza di mistero e della brama del tutto e subito che caratterizzano le relazioni moderne, in pieno contrasto con la pazienza, la lenta scoperta, l’attenzione al dettaglio che muovevano le conoscenze in un passato recente.
Ma cosa ha portato a questo cambiamento? L’assenza di Silenzio.
Un tempo, quando la telefonia mobile non esisteva, le coppie passavano anche settimane senza sentirsi né vedersi e, se abitavano a distanza o uno dei due compiva un viaggio, l’unico modo per comunicare erano delle lettere scritte a mano.
L’arte di scrivere delle lettere a mano implicava tutta una serie di gesti che oggi non si compiono più, ad esempio la scelta di cosa comunicare, la cura nello scrivere in bella calligrafia, l’attenzione a dare il meglio di sé o a comunicare anche attraverso uno spruzzo di profumo sulla carta utilizzata.
In una lettera non c’era spazio per banalità o frivolezze, non si parlava di ogni sciocchezza fatta durante il giorno, di ciò che si era mangiato o di altre informazioni superficiali che caratterizzano gli SMS costanti che le coppie si inviano oggi, quasi ogni minuto.
Un tempo c’era innanzitutto l’impegno e il desiderio di far trasparire il mare di emozioni che si era attraversato nel corso delle ultime settimane senza poterle condividere con il proprio amato o la propria amata. C’era l’attesa, la capacità di abitarla e la possibilità di goderne traendone i risvolti positivi.
Le emozioni che si vivevano, quindi, avevano un Tempo e uno Spazio tutto loro che oggi sembrano non esistere più: potevano muoversi all’interno dell’animo del singolo individuo per giorni prima di essere espresse a voce, avevano modo di delinearsi, prendere forma e cambiarla se necessario, adattarsi alla mutevolezza del Tempo che le traghettava finalmente in cima al pensiero, per essere poi tramutate in verbo.
Ed è forse proprio in quello Spazio, tra ciò che accade dentro di noi e il momento in cui decidiamo di portarlo all’esterno, che abita una delle forme più profonde della nostra libertà: la possibilità di scegliere.
Scegliere di non essere semplicemente la risposta immediata a uno stimolo, ma di lasciare che ciò che sentiamo ci attraversi, trovi il suo posto, muti se necessario e, solo allora, diventi parola, gesto, azione.
Il Tempo che una volta avevamo a disposizione per “metabolizzare noi stessi” è stato inesorabilmente occupato da un’evoluzione digitale che ha tristemente camminato per mano con l’involuzione emozionale.
È evidente che il digitale ha causato anche un affievolimento della volontà e della capacità di scelta, indebolendo così nell’uomo l’esercizio di due dei doni più preziosi che possediamo: il libero arbitrio, unito al discernimento. Se ogni impulso può essere
immediatamente soddisfatto, espresso o scaricato, viene meno la necessità di esercitare l'attesa; e l'attesa richiede volontà.
Non dobbiamo più scegliere cosa trattenere o lasciare andare, cosa trasformare e cosa, infine, portare all’esterno. E ciò che non viene esercitato, esattamente come un muscolo, inevitabilmente si indebolisce.
Smettere di scegliere, non ascoltare le nostre profondità, ci ha trascinato in una condizione di superficialità che ormai riguarda tutta la società e tutti i contenuti che questa veicola.
Se non concediamo del Tempo a ciò che sentiamo, come possiamo sapere quanto di quello che comunichiamo ci appartenga veramente e quanto, invece, sia soltanto una risposta immediata a ciò che ci ha stimolati? Il rischio è quello di confondere la velocità con la spontaneità, dimenticando che essere spontanei non significa necessariamente essere consapevoli.
Come fare, quindi, a ritrovare quel silenzio e, perché no, quella noia che potevano essere culla di creatività e crescita personale?
È necessario riattivare i muscoli del libero arbitrio e della volontà. Sembra quasi un’impresa impossibile perché ci portiamo ormai dietro il concetto del “tutto e subito”, ma bisogna partire dalle piccolissime cose: scegliere con decisione cosa ordinare al ristorante senza farsi influenzare dagli altri, scegliere che film guardare senza perdersi nello zapping per ore, scegliere di non guardare il telefono appena svegli o prima di dormire, resistendo al richiamo delle continue notifiche quotidiane.
Questa difficoltà nell’impegnarsi a fare piccole scelte perché sembrano “inutili” o “troppo facili” l’ho spesso riscontrata anche nella mia esperienza come Coach, dove, in più di qualche occasione, mi è capitato di notare come i Coachee fossero immersi nella "non scelta" da così tanto tempo da non riuscire neppure a fare questi piccoli esercizi, fondamentali per riattivare i muscoli del libero arbitrio.
La loro scusante era quella di sostenere che fossero "passi troppo piccoli da compiere" e che "non li avrebbero portati mai al risultato sperato", o l’avrebbero fatto in un tempo troppo lungo, con il risultato che neppure ci provavano.
I Coachee che, invece, desideravano davvero migliorare la loro esistenza uscendo da determinate dinamiche e che partivano da questi piccoli passi, nell’arco di poco tempo hanno ritrovato forza di volontà e autostima sufficienti a prendere grandi scelte e decisioni assolutamente vitali per la loro felicità.
Potremmo dire che, alle volte, si cercano soluzioni immediate e ad effetto, ma queste scorciatoie portano alla meta solo nelle favole: sono percorsi che non conducono ad una reale risoluzione.
Metaforicamente, è come andare in palestra e pretendere di alzare immediatamente 100 kg: sarà impossibile se non si è mai fatto esercizio in precedenza; bisognerà partire da un peso consono alla propria muscolatura e gradualmente aumentarlo.
Questa ricerca della scorciatoia, però, non riguarda soltanto le grandi scelte della nostra esistenza: la ritroviamo continuamente, anche negli ambiti più diversi, ogni volta che ciò che appare immediato e spettacolare sembra avere più valore di ciò che richiede tempo, costanza e allenamento.
Allo stesso modo, nel Krav Maga mi capita di notare come alcune palestre che promuovono una tecnica spettacolare siano più frequentate di altre che, invece, veicolano una tecnica efficace e, per questo, naturale, basata su pesi e leve e adattata alla fisicità di chi la esegue.
Penso che tutte queste situazioni sopracitate siano legate alla mancanza di silenzio e alla
mancanza di introspezione. Dobbiamo riabituarci al fatto che, per ottenere risultati durevoli ed efficaci, bisogna partire dal basso, impegnarsi e lavorare sodo, senza mai sottrarsi al Tempo con se stessi, per comprendere quali siano i propri desideri e le proprie necessità reali.
Ricordo che, quando ero bambina e, grazie a Dio, i cellulari ancora non esistevano, passavo interi pomeriggi arrampicata su un vecchio albero secolare, ad osservare la natura e a mescolarmi con essa.
In quei momenti si formavano la mia identità, la mia fantasia, la mia immaginazione, la capacità di scegliere per me stessa, il desiderio di pace e soprattutto nasceva la creatività che ancora oggi mi muove.
Il ricordo di quella vita, che sembra quasi un’altra rispetto a quella in cui sono apparentemente immersa oggi, mi permette di non dimenticare mai l’essenzialità dell’attesa e del riposo, del silenzio e del vuoto, senza i quali nulla potrà mai essere riempito veramente di ciò che conta davvero.
Chiara Canzian - 17 Agosto 2026
1. Introduzione alla Negoziazione - Getta le basi per una comunicazione generativa
Il motivo per il quale decido di approfondire a grandi linee le basi della Negoziazione, è che questa particolare disciplina dovrebbe interessare qualsiasi Life Coach professionista, poichè implica delle capacità e skills molto interessanti. Sia il Life Coaching che la Negoziazione richiedono un'immensa capacità di autocontrollo unita a intelligenza, sensibilità, apertura mentale, preparazione rigorosa ma anche forte capacità di improvvisazione. Ecco che un approfondimento alla Negoziazione potrebbe essere interessante per chiunque abbia una predisposizione al Coaching o lo svolga di professione.
Contrattazione, Mediazione, Negoziazione.
Le modalità di Relazione
Contrattazione, Mediazione e Negoziazione sono alcune delle possibili modalità di relazione che possono intercorrere tra due persone in qualsiasi ambito. Potremmo dire che sono posizionate in una scala ascendente dalla più basica alla migliore. Prima ancora della contrattazione, troviamo il Ricatto, che senza dubbio merita il più basso degli scalini della relazione umana poiché è basato su un tipo di approccio repressivo e impositivo.
Ciò che accomuna queste tre modalità è solamente il fatto che vengano utilizzate tutte in una relazione nella quale ci sia un interesse comune. Per quanto riguarda la contrattazione avviene tendenzialmente in una relazione di compravendita ed è finalizzata alla vittoria di una delle due parti sull’altro. Ognuna delle figure coinvolte pensa esclusivamente al proprio tornaconto, senza considerare affatto le esigenze dell’altro.
La Mediazione invece prevede l’intervento di un terzo, imparziale e neutrale, capace di trovare una risoluzione pacifica e conciliante tra le due parti. Il fatto che debba subentrare una terza persona implica che le due parti non siano minimamente in grado di creare un ponte tra loro.
La Negoziazione invece è esattamente la creazione di un ponte tra due parti, nel quale ognuno deve costruire il 50% del ponte per ottenere il 100% del risultato. La cosa unica in questa stimolante forma di relazione, è che la finalità massima è l’eliminazione di ogni possibilità di scontro, creando invece un’interessante collaborazione tra le parti. Ecco allora che quello che nelle precedenti tipologie di relazione indicate sarebbe definito il nostro avversario o la controparte, nella Negoziazione diventa il nostro interlocutore, compagno, partner e amico.
Il nostro compagno, all’interno di una Negoziazione riuscita, avrà la sensazione di aver costruito solo il 10% o 20% del ponte, lasciando a noi tutta la fatica. Il compito di un buon negoziatore è far sì che il partner percepisca di aver fatto meno fatica del previsto per ottenere un risultato soddisfacente. Ciò che permette la Negoziazione è di creare nuove possibilità dall’unione delle esigenze delle parti in modo da ottenere un risultato positivo per entrambi.
Altri approcci che spesso rischiano di essere applicati al di fuori della Negoziazione sono quello emarginante, divisivo e umiliante. All’interno della Negoziazione invece, possiamo mettere in campo i seguenti approcci: incoraggiante, assecondante, inclusivo, invitante e premiante. Nell’ambito della vita umana possono essere utili sia le esperienze negative che quelle positive, purché le prime non lascino dei traumi evidenti e dei conti aperti. In tal caso, all’interno della Negoziazione, il negoziatore dovrà arrivare preparato e sapere con che genere di persona abbia a che fare e quali desideri, capacità e condizionamenti la muovano.
La Negoziazione, a differenza delle altre due modalità, è l’unica che rende possibile un ampliamento della propria percezione, raffinandola addirittura all’analisi di quale sia l’emozione di base della persona che ci sta accanto e con la quale stiamo costruendo un obiettivo comune. Questo ci permette non solo di riformulare il nostro piano di Negoziazione qualora ci dovesse essere un cambio legato all’emotività del nostro interlocutore, ma anche ad accogliere la sua emozione, facendola sfogare, in modo che possa ritornare un livello di equilibrio e serenità minimo per procedere al raggiungimento dell’obiettivo concordato.
Come si può intuire, la definizione di amico non è azzardata, perché nella Negoziazione sono identificabili diverse caratteristiche proprie dell’amicizia, che tende ad eliminare ogni contrapposizione per alimentare invece la stima, la fiducia e il desiderio di non fare male all’altro.
La Negoziazione come arte della comunicazione quotidiana, personale e professionale.
L’arte della Negoziazione dovrebbe essere praticata quotidianamente in ogni ambito della nostra vita, da quello professionale a quello personale. Imparare a comunicare senza farci prendere da giudizi troppo affrettati su noi stessi o sugli altri, cercando di riconoscere le priorità dell’altro come di fondamentale importanza anche per noi, sono alcune delle caratteristiche di questo tipo di comunicazione.
La possibilità di accogliere i sentimenti di chi abbiamo di fronte, senza mettere dei muri, e solo a seguito di questa empatia avanzare le nostre richieste, può aiutarci a ottenere ciò che desideriamo in maniera più semplice e soddisfacente. In ambito professionale può portarci a evitare inutili straordinari o una mole di lavoro esagerata, o ancora può aiutarci ad ottenere un aumento o una migliore condizione dell’ambiente lavorativo. In ambito personale può aiutarci a migliorare le nostre relazioni, innanzitutto con il nucleo di riferimento e poi anche con le persone al di fuori di esso.
Quasi sempre all’interno delle nostre comunicazioni quotidiane ci ritroviamo ad avere, con il nostro interlocutore alcuni interessi comuni, alcuni contrastanti. Questo implica che possano nascere delle divergenze e dei contrasti che possono essere risolti attraverso la Negoziazione identificando un’idea di compromesso accettabile per entrambe le parti.
La prima cosa da imparare quando si decide di migliorare il proprio livello di comunicazione potrebbe stupire la maggior parte delle persone, perché non ha a che fare con l’aumentare la capacità dialettica, la quantità di vocaboli conosciuta o i termini tecnici, bensì con il raffinare la capacità di ascoltare e di entrare in empatia con le persone in modo del tutto spontaneo e naturale. Questo ci permetterà di raggiungere una comunicazione generativa, ovvero un dialogo atto a creare nuove realtà più positive per entrambi.
La Negoziazione inoltre ci stimola a rivendicare il nostro diritto di chiedere ciò che pensiamo sia giusto per noi e questo implica che a monte si sia sviluppata la capacità di scegliere attraverso il discernimento. Utilizzare il libero arbitrio attraverso il riconoscimento del bene e del male e poter affrontare un dialogo per ottenere ciò che si vuole senza infliggere danni, è ciò che impareremo in questa Private Class of Negotiation.
L'Arte della Negoziazione, strumenti, tempi, modalità e fasi
Come ogni arte, anche la Negoziazione necessita di alcuni strumenti per essere espressa al meglio: attraversa delle fasi di evoluzione per raggiungere il risultato, utilizza differenti modalità e si compie in un tempo.
Uno dei primi strumenti che desidero sottolineare nasce da un semplicissimo principio che risiede nella natura umana.
In generale le persone non si fidano o hanno paura di ciò che non conoscono e preferiscono di gran lunga interagire con ciò che gli è familiare o all’interno della loro zona di confort, ecco quindi che utilizzare lo strumento del Mirroring potrà essere una mossa vincente per riuscire a sfondare il muro di sfiducia e poter iniziare un dialogo aperto e atto a raggiungere un obiettivo comune.
Sempre correlati al creare una comunicazione empatica e calma, esistono altri strumenti legati questa volta al Tone of Voice.
Possiamo infatti modulare la nostra voce in base allo stato emotivo del nostro compagno per ottenere il risultato che desideriamo.
La nostra voce base dovrebbe sempre essere simpatica e positiva. Dimostra un nostro stato emotivo accomodante, rilassato e accogliente e porta anche la persona a cui ci rivolgiamo a sentirsi così. Quando capita che il nostro rispettabile amico viva un momento di disagio, tensione o addirittura rabbia, allora sarà il momento di sfoderare la nostra voce da Dj di Mezzanotte che sarà caratterizzata da un tono di voce basso, calmo e lento. Va utilizzata in modo selettivo anche per sottolineare alcuni concetti rilevanti.
La voce che invece dobbiamo utilizzare solo se strettamente necessario è quella che prevede un tono duro e intransigente, utile solo se sarà impossibile rientrare diversamente all’interno dei binari tracciati dal nostro piano di Negoziazione.
Un altro strumento fondamentale, è quello dell’ascolto attivo, impegnato a leggere tra le righe della comunicazione del nostro partner, concentrandoci completamente su ciò che ci sta dicendo, senza distrarci a pensare già alla prossima mossa da attuare. Un’altra alleata nel far sentire il nostro interlocutore compreso e ascoltato, sarà la dilatazione del Tempo attraverso un evidente rallentamento nel raggiungimento dell’accordo. Rallentare facilita nel nostro interlocutore la sensazione di essere davvero ascoltato.
Alle persone piace avere il controllo.
Il buon negoziatore fa credere al compagno di avere il pieno controllo su ogni cosa. Per fare questo ci si avvale dello strumento delle domande aperte e calibrate. Sono domande che iniziano sempre e solo con “come” o “che cosa” e mai con “perché” in modo che il nostro interlocutore non possa in nessun modo sentirsi sotto attacco.
Un altro strumento di fondamentale importanza è la preparazione che si svolge, prima dell’incontro e che deve essere assolutamente approfondita, tenendo conto delle caratteristiche del partner per quanto possibile.
Infine, lo strumento più importante e che va allenato e costruito prima della Negoziazione, è l’elasticità del negoziatore. Infatti solo se si sarà pronti e reattivi davanti a qualsiasi cambiamento in atto nel nostro interlocutore, sapremo gestire la situazione senza perdere di vista l’obiettivo comune. A questo strumento è strettamente legata la creatività, elemento necessario e fondamentale nel negoziatore capace.
Tipologie di Negoziazione e fattore umano.
Esistono diverse tipologie di Negoziazione ma possiamo asserire che la più interessante e generativa sia quelle Win- Win.
Questo particolare indirizzo della Negoziazione permette di creare con l'altra persona interessata, una forza comune in grado di ampliare l’obiettivo condiviso in modo da poterne usufruire entrambi in modo soddisfacente.
Per fare questo bisogna spostare il proprio focus sugli interessi principali di entrambe le parti e non solo sui propri.
Ecco perché l’acronimo FRIENDS racchiude in sé tutti gli elementi fondamentali ad una Negoziazione di successo:
- Facilitation: facilitare l’ascolto e la comunicazione
- Reconciliation: riconciliare le menti agitate attraverso l’empatia
- Identification: identificare se stessi e l’altro attraverso la creazione di un rapporto
- Exploration: esplorare nuovi territori comuni
- Negotiation: negoziare incontrandosi a metà del ponte che si è costruito assieme
- Development: sviluppare un nuovo comportamento atto all’incontro
- Solution: risolvere ogni conflitto attraverso un cambiamento generativo
Questi punti evidenziano quanto sia importante il fattore umano all’interno della Negoziazione, poiché tiene conto dell’emotività nostra e dell’altro. Infatti le caratteristiche che non possono mai mancare sono ascolto profondo e integrale, comunicazione efficace, domande efficaci, empatia, rispetto aperto, flessibilità, desiderio di realizzare un progetto comune, fiducia, onestà, pazienza, perseveranza ma non insistenza.
Desidero sottolineare come questi elementi siano anche le basi di qualsiasi relazione di amicizia o di amore. Ecco perché la nostra Negoziazione non potrà che portare a bellissimi risultati positivi per entrambi.
Bisogna ricordare che la teoria e lo studio sono importanti, ma non valgono poi molto se non vengono affiancati da una costante e vasta esperienza pratica. È importante portare la Negoziazione all’interno di molteplici situazioni relative a ogni ambito possibile, come per esempio nel posto di lavoro, quando si compra o si vende, tra le persone nel caos quotidiano, nelle relazioni sentimentali, in quelle familiari, nello sport e soprattutto, nelle difficoltà della vita.
In conclusione si può affermare che con la Negoziazione si impara a ricercare nuove condizioni di pace che includano contemporaneamente interiorità ed esteriorità. Per fare questo si parte dal raggiungimento dell’importante capacità di sciogliere ogni violenza, trasformandola in una nuova forza positiva.
Chiara Canzian - 25 aprile 2026
Con grande soddisfazione condivido la certificazione ufficiale che attesta la mia Membership in Association For Coaching, anno dopo anno.
A seguito del mio percorso formativo quinquennale, è un risultato importante accreditare la mia attività all’interno di questa prestigiosa realtà internazionale nell’ambito del Coaching. Il confronto costante con Coach provenienti da tutto il mondo, assieme all’ampio supporto offerto dall’associazione, rappresentano una garanzia in più dell’alta qualità che deve caratterizzare la relazione d’aiuto su cui è fondata le professione del Coach.
Chiara Canzian